mercoledì 21 novembre 2007

Il piccolo salice bianco

Il piccolo Salice Bianco

In primavera un piccolo salice bianco era nato sulle rive del torrente Parma. Durante l’estate già sfiorava con le sue tenere foglie lo specchio dell’acqua e si dondolava lentamente, cullato dal vento che scendeva nella valle. All’inizio i suoi migliori amici furono i sassi e l’acqua : i sassi erano tranquilli, calmi e affidabili ma, fra le creature del torrente, avevano la fama di essere noiosi e brontoloni; con l’acqua invece il piccolo salice si divertiva a cantare per ore e ore nelle afose giornate estive anche se tutti dicevano di lei che era capricciosa, frivola e superficiale.

“Son allegra felice e ridente
canto inni festosi alla vita
mi rilasso nel dolce far niente
scendo a valle con gioia infinita”

“ La senti quella sventatella ?– borbottavano i Sassi - un giorno ti accorgerai che nella vita non è tutto così allegro e divertente come dice lei.”
“ Smettetela – rispondeva l’acqua cristallina – voi siete sempre così seri e pessimisti ! Il mondo è
gioia, luce e fantasia ; lasciate che il piccolo salice passi le sue giornate giocando spensierato insieme a me! “.
Per molto tempo infatti la sua vita trascorse in modo tranquillo, fra le storie tristi e cupe dei sassi e i canti divertenti dell’acqua ma i giorni passarono in fretta e al piccolo salice non bastò più la compagnia dei suoi vecchi amici; il suo fusto era cresciuto e si era irrobustito, le sue fronde si erano fatte folte e pensò di essere ormai in grado di conoscere nuovi amici, che fino a quel momento aveva temuto, perché erano molto volubili e facilmente irritabili e, quando si arrabbiavano, potevano essere anche molto violenti e pericolosi : il vento, la pioggia e le nuvole. Le creature del torrente dicevano di loro che, viaggiando continuamente in lungo e in largo, erano a conoscenza di tutto quello che accadeva sulla terra. Il piccolo salice era curioso di sapere chi avesse ragione: il mondo era pieno di dolore e cattiveria, come sostenevano i sassi, oppure tutto era gioia e spensieratezza come diceva l’acqua?
Un giorno, nella valle del Parma scese il vento di scirocco caldo e umido, scuotendo le foglie degli alberi e sollevando la sabbia nel greto.
“ Ehi, amico vento fermati un attimo” – gridò il piccolo salice – dimmi da dove vieni e cos’hai visto nel tuo viaggio…ti prego, sono così confuso!”
Il vento si fermò, si asciugò il sudore e rispose:

Ti racconto di un uomo africano
per sfuggire alla fame e alla guerra
ha deciso di andare lontano
e ha lasciato la sua calda terra.”

E così com’era arrivato, ripartì e si allontanò per chissà dove, lasciando il piccolo salice stupito e
senza parole.
“Cosa ti avevo detto ingenuo alberello ? – parlò con la sua grossa voce un sasso molto vecchio che gli stava accanto fin da quando era nato – al mondo c’è tanta miseria e tanta sofferenza!”.
“Non ti credo sasso brontolone – rispose il piccolo salice – quello che ha detto il vento riguardava solo un uomo fra i milioni di uomini che vivono sulla terra e forse tutti gli altri sono felici!”
In quel momento un’ombra scura passò su di loro e quello che disse non fece che confermare le parole del vecchio sasso:

“Ti racconto di barche affollate
e di volti dal sole riarsi
e di mani alla vita aggrappate
e di sogni per il mondo sparsi.”

Era un’immensa nuvola carica di pioggia che , spinta dal vento , scendeva verso valle lasciando cadere grossi goccioloni sulle foglie del salice.
“Ciao amica pioggia e tu cos’hai visto nei tuoi viaggi? Cosa mi racconti ?

“Ti racconto di popoli in fuga
di bandiere di armi e di guerra
e dell’odio che l’anima asciuga
ombra nera che sporca la terra”

gli rispose la pioggia tristemente e, accarezzando le sue foglie come per consolarlo, proseguì il suo cammino.
In quel momento l’acqua gorgheggiò: “Ehilà, piccolo amico, cos’è quell’espressione cupa? Senti…ho inventato una nuova canzoncina…senti che ritmo…batti le foglie con me!”


“ Ti racconto di un porto accogliente,
grandi cuori che sanno donare
mani tese e carezze alla gente
per il mondo costretta a migrare”

Il piccolo salice intuì che c’era qualcosa di vero sia nelle parole dei sassi che in quelle dell’acqua ma quello che aveva ascoltato dai suoi amici vecchi e nuovi non gli bastò: era più confuso di prima.

“Sono come un bambino smarrito:
questa vita è gioia o dolore?
Sento dentro un dubbio infinito
che imprigiona il mio piccolo cuore”

Così piangeva il piccolo salice quando, passato il veloce temporale estivo, nel cielo terso tornò a splendere il sole:
“ Mio tenero alberello – gli disse il re del cielo – ti ricordo che tu non sei un salice “piangente”, perciò animo, solleva le tue fronde e torna a sorridere ! La vita non è solo dolore o solo gioia ma esistono entrambi ed è sempre un dono rarissimo e prezioso, anche nei momenti più difficili ; se ti renderai conto di questo …

"Avrai giorno per giorno occhi curiosi
Avrai un cuore che saprà ascoltare
Avrai pensieri chiari e luminosi
E braccia sempre pronte ad abbracciare”

Venne il tramonto di una giornata davvero speciale : per il piccolo salice era stato un po’ come nascere a nuova vita.
Con un gesto pieno d’affetto il sole avvolse l’alberello nei suoi ultimi tiepidi raggi e , riscaldandolo, gli fece tornare il sorriso. La calma e il silenzio calarono sulla valle del Parma quando dietro il colle spuntò la Luna che, sottovoce , intonò per il piccolo salice e per tutte le creature del torrente una dolce e rassicurante ninna nanna:

“Filastrocca del tranquillo sonno
del silenzio e del cielo stellato
delle favole lette dal nonno
della corsa in un verde prato.”
(Sara Ferraglia - Menzione speciale Premio Violetta di Soragna - 2006)
" Le poesie e i racconti contenuti in questo post non potranno essere pubblicati o utilizzati in qualsiasi altro modo, sia parzialmente che integralmente, senza il consenso dell'autore "

Nessun commento: